IL CASO ELUANA
E' ormai arcinoto il caso di Eluana Englaro, la ragazza che nel 1992 ha avuto un incidente a Lecco e che, da allora, è in coma vegetativo permanente, senza speranza di risveglio e tenuta in vita artificialmente. Il padre di Eluana, preso atto della mancanza di possibilità di recupero della vita della propria figlia, da allora ne è tutore e combatte per dare fine all'agonia artificiale che viene subita dalla ragazza. Ho il mio parere personale riguardo le vicende come questa: se il paziente in stato vegetativo ha dimostrato in vita che non avrebbe continuato il trattamento artificiale, come nel caso di Eluana, è giusto procedere alla cessazione della terapia. Bisognerebbe farlo senza moralisimi poco profondi esenzaipocrisie, pensando che se solo il trattamento terapeutico cessasse di esserci finirebbe anche la vita del paziente, ormai esclusivamente dipendente da quello. La condizione di Eluana è CLINICAMENTE irriversibile, ed anche lei avrebbe voluto spegnersi piuttosto che vivere da addormentata, come sta facendo.. So che le mie sono frasi forti, ma crederetemi, è quel che penso, non oso chiamare vita quella di una persona in coma irriversibile, e che riesce a vivere solo grazie ad un sondino...

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